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	<title>FURNITTO.COM &#187; Urbanistica</title>
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	<description>Architettura Società Politica</description>
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		<title>E&#8217; morto il PRG?!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 15:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di oggi dell&#8217;ennesima vergognosa risposta ai cittadini di Bronte in merito all&#8217;approvazione definitiva del PRG. Questi i numeri: 1994 &#8211; Approvazione delle Linee guida 2006 &#8211; Adozione PRG 2007 &#8211; Mancata approvazione da parte della regione 2008 &#8211; Riparte l&#8217;iter in consiglio 2010 &#8211; Adozione PRG 2011 &#8211; Nuova risposta negativa da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5046/5319827699_0356ac1bf0.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <a href="http://www.bronteinsieme.it/8not/cron_3.htm#01.03">notizia</a> di oggi dell&#8217;ennesima vergognosa risposta ai cittadini di Bronte in merito all&#8217;approvazione definitiva del PRG. Questi i numeri:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>1994 &#8211; Approvazione delle Linee guida</li>
<li>2006 &#8211; Adozione PRG</li>
<li>2007 &#8211; Mancata approvazione da parte della regione</li>
<li>2008 &#8211; Riparte l&#8217;iter in consiglio</li>
<li>2010 &#8211; Adozione PRG</li>
<li>2011 &#8211; Nuova risposta negativa da parte dell&#8217;ARTA</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;odissea lunga quasi vent&#8217;anni con parcelle pagate; uno strumento urbanistico che ormai disattende qualsiasi previsione ventennale ed una regione che si ricorda allo scadere dei 270 giorni utili per l&#8217;approvazione, di richiedere la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valutazione_di_impatto_ambientale">Valutazione di Impatto Ambientale</a> dopo avere rigettato solo nel 2007 il piano per mancanza di adeguamento alla carta regionale del rischio idrogeologico. Mi dispiace per tutti noi cittadini ma credo che il PRG sia definitivamente<strong> morto</strong> a causa delle &#8220;mancanze&#8221;politiche di chi ha amministrato il comune e la regione negli ultimi vent&#8217;anni; purtroppo anche se si adempiesse nella redazione del VIA, in documento complesso e oneroso, non si arriverebbe in tempi credibili all&#8217;approvazione definitiva di uno strumento urbanistico obsoleto e che non rispecchia ormai le prospettive di crescita della cittadina etnea. Personalmente i miei auspici sono i seguenti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Un provvedimento regionale che regoli, magari con una commissione esterna, le eventuali incompatibilità in CC in modo da snellire le procedure;</li>
<li>Maggiore partecipazione delle associazioni e dei privati e che non siano solamente di &#8220;facciata&#8221; ma che realmente possano investire nelle scelte di piano;</li>
<li>Uno studio agricolo-forestale e sociolocico del territorio che sia propedeutico alla redazione di un nuovo piano regolatore;</li>
<li>Creazione di un &#8220;Ufficio di piano&#8221; all&#8217;interno della pubblica amministrazione supportato da giovani professionisti esterni in modo da garantire continuità anche quando vi siano cambiamenti in seno all&#8217;amministrazione com.le;</li>
<li>Maggiore consapevolezza nelle scelte di piano a garantire la perequazione urbanistica e gli investimenti dei privati esterni alla comunità.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iter di un PRG deve durare al massimo due legislature, non è accettabile che diventi strumento di propaganda politica per vent&#8217;anni; ricordiamo ai lettori che lo strumento urbanistico vigente a Bronte è il programma di fabbricazione datato 1978 e che gli incarichi per la redazione del PRG debbano realizzarsi usufruendo delle valide professionalità all&#8217;interno del comune magari supportate da professionisti locali esterni; a Bronte non mancano giovani ingegneri,architetti,geometri,agronomi,sociologi, infatti, chiunque partecipi alla redazione di una &#8220;macchina complessa&#8221; come il piano, deve avere conoscenza approfondita del territorio.</p>
<p style="text-align: right;">FURNITTO.COM</p>
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		<title>Il Territorio che risponde ai torti subiti!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 15:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Geotecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai di queste tragedie ne vediamo abbastanza! Non importa se si tratti di terremoti o alluvioni, la storia è sempre la stessa: la malcuranza del territorio troppo spesso si ribella alle leggi, spesso sbagliate, degli uomini. Vi presento uno stralcio, (fonte: http://eddyburg.it), della relazione Martuscelli spedita all&#8217;allora  ministro dei lavori pubblici Giacomo Mancini, era il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 429px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2568/3976546611_4da45d351e_o.jpg" alt="photo credit: ansa" width="419" height="313" /><p class="wp-caption-text">photo credit: ansa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ormai di queste tragedie ne vediamo abbastanza! Non importa se si tratti di terremoti o alluvioni, la storia è sempre la stessa: la malcuranza del territorio troppo spesso si ribella alle leggi, spesso sbagliate, degli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi presento uno stralcio, (fonte: <a href="http://eddyburg.it">http://eddyburg.it</a>), della relazione Martuscelli spedita all&#8217;allora  ministro dei lavori pubblici Giacomo Mancini, era il 19 luglio 1966:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una frana di inconsuete dimensioni, improvvisa, miracolosamente incruenta, ma terribile nello stritolare o incrinare irrimediabilmente spavalde gabbie di cemento, ed impietosa, al tempo stesso, nello sgretolare vecchie abitazioni di tufo, in pochi istanti, ha buttato fuori casa migliaia di abitanti ponendo Agrigento sotto nuova luce e nuova dimensione&#8230; nel rimettere agli atti, sente il dovere di segnalare all’attenzione del Signor Ministro, dei Parlamentari e di tutti i responsabili delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali, la gravità della situazione urbanistico-edilizia del paese, che ha trovato in Agrigento la sua espressione limite. E non può, nel concludere, non auspicare che da questa analisi concreta parta un serio stimolo nel porre un arresto &#8211; deciso ed irreversibile &#8211; al processo di disgregazione e di saccheggio urbanistico. Il problema non può ovviamente, essere risolto che con una nuova legge urbanistica &#8211; la cui emanazione non dovrebbe essere ulteriormente rinviata &#8211; ; ma in attesa che tale legge entri in vigore e dispieghi i suoi effetti positivi e rinnovatori, appare indispensabile ed urgente l’adozione &#8211; eventualmente anche nella forma del decreto-legge &#8211; di alcune essenziali ed incisive norme di immediata operatività atte ad affrettare la formazione dei piani, ad eliminare nei piani e nei regolamenti le più gravi storture relative ad indici aberranti e a troppo estese facoltà di deroga e ad impedire i più vistosi fenomeni di evasione e di speculazione&#8230;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Si trattava del disastro di Agrigento, come avrete capito, e come spesso accade in Italia si presero immediatamente provvedimenti con il varo della cosidetta &#8220;<em>Legge Ponte</em>&#8221; e l&#8217;immediato &#8220;<em>Decreto interministeriale n.1444 del 1968</em>&#8221; che introdusse gli <em>Standard Urbanistici</em> al fine di regolamentare la densità territoriale. Io mi chiedo: perchè i cittadini disattendono tutte le norme ed i governi continuano a varare condoni edilizi, in media uno ogni dieci anni? Perchè dobbiamo ancora vedere/avere morti prima che questo malcostume tutto italiano cessi definitivamente di esistere? A volte l&#8217;abusivismo è una forma di necessità di chi li compie, e spesso, diciamola tutta se fatto bene, rappresenta anche una forma di &#8220;avanguardia&#8221;, ma attenzione alla speculazione! Spesso il cittadino consapevolmente o non consapevolmente acquista un prodotto &#8220;scadente&#8221; magari comprato a poche lire e magari frutto di un abuso edilizio, solo per risparmiare in modo da poter successivamente &#8220;abbellirlo&#8221; di suppellettili inutili e costosi (e come acquistare un giocatollo che non possiede il marchio CE). Quindi, spesso, questi disastri sono il frutto dell&#8217;ignoranza di chi, per necessità o non, li acquista e il frutto della malafede di chi specula dietro; spesso non possiedono i requisiti ne antisismici ne a livello geotecnico, quando realmente inciderebbero nel costo complessivo della struttura, non piu del 5%.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">FURNITTO.COM</span></p>
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