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	<title>FURNITTO.COM &#187; Pianificazione</title>
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	<description>Architettura Società Politica</description>
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		<title>Investire in Sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri stavo commentando il gravissimo evento naturale che ha colpito l&#8217;Abruzzo, quando improvvisamente ho perso il pezzo scritto; quindi provvedo subito adesso a fare qualche considerazione. Penso che un cappuccino al giorno per un trentennio possa bastare ad adeguare sismicamente i nostri edifici! Infatti, la normativa vigente essendo troppo giovane, non garantisce la nostra incolumità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.piazzarossetti.it/e_view.asp?E=41249"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3578/3418117198_f405348bbf_o.jpg" alt="photo credit: http://www.piazzarossetti.it" width="480" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">photo credit: http://www.piazzarossetti.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ieri stavo commentando il gravissimo evento naturale che ha colpito l&#8217;Abruzzo, quando improvvisamente ho perso il pezzo scritto; quindi provvedo subito adesso a fare qualche considerazione. Penso che un cappuccino al giorno per un trentennio possa bastare ad adeguare sismicamente i nostri edifici! Infatti, la normativa vigente essendo troppo giovane, non garantisce la nostra incolumità, poichè almeno l&#8217;80 % degli edifici italiani non possiede i requisiti di antisismicità. Il dilemma non è quello: <em>si poteva prevedere il sisma? </em>Ma quello di investire nella nostra sicurezza, in primis lo stato, fornendo contributi per l&#8217;adeguamento strutturale degli edifici. E&#8217; inconcebibile che l&#8217;italiano medio, ritenga che deve essere un obbligo di legge la nostra sicurezza.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">FURNITTO.COM</span></p>
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		<title>Le Subsidenze di Tivoli. Cosa sono?</title>
		<link>http://www.furnitto.com/2008/09/07/le-subsidenze-di-tivoli-cosa-sono/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 06:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un mese circa dal mio articolo sulle maccalube di Caltanissetta, apprendo da un programma di  raiuno, pochi minuti fa, di un&#8217;altro fenomeno &#8220;geologico/geotecnico&#8221;, che per certi versi è il contrario di quello precedente esposto; si tratta delle Subsidenze sviluppatesi nelle zone di Tivoli e Guidonia. In entrambi i casi vi è una progressiva riduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3209/2834755117_a94da20d19.jpg" alt="susidenze" width="405" height="304" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ad un mese circa dal mio <a href="http://www.furnitto.com/?p=98">articolo</a> sulle maccalube di Caltanissetta, apprendo da un programma di  raiuno, pochi minuti fa, di un&#8217;altro fenomeno &#8220;geologico/geotecnico&#8221;, che per certi versi è il contrario di quello precedente esposto; si tratta delle Subsidenze sviluppatesi nelle zone di Tivoli e Guidonia. In entrambi i casi vi è una progressiva riduzione della resistenza del terreno, ma mentre nel caso delle maccalube il terreno &#8220;ribolliva&#8221; a causa della presenza di gas in un sottosuolo argilloso, in questo caso, invece, la concausa principale è il pompaggio da parte dell&#8217;uomo, di acqua a forte contenuto di metano. In questa maniera si è ridotta in maniera drastica la tensione efficace del terreno, causando cedimenti che negli anni sono stati attestati nell&#8217;ordine di metri; immaginate come reagiscono le fondazioni, inadeguate, degli edifici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal sito della protezione civile traggo questo breve <a href="http://www.protezionecivile.it/minisite/index.php?dir_pk=251&amp;cms_pk=1444&amp;n_page=5">appunto</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La subsidenza consiste in un lento processo di abbassamento del suolo, che può  coinvolgere territori di estensione variabile. Tale fenomeno è generalmente causato  da fattori geologici, ma negli ultimi decenni è stato localmente aggravato dall’azione  dell’uomo ed ha raggiunto dimensioni superiori a quelle di origine naturale.<br />
Le subsidenze prodotte o aggravate da azioni antropiche possono essere date da  emungimento di acque dal sottosuolo, estrazione di gas o petrolio, carico di grandi  manufatti, estrazione di solidi, etc: in questo caso i valori totali possono essere  anche di qualche metro.<br />
La subsidenza naturale è causata da molteplici fattori: movimenti tettonici,  raffreddamento di magmi all’interno della crosta terrestre, costipamento di sedimenti,  etc.; i movimenti verticali di tipo naturale possono raggiungere valori di qualche  millimetro l’anno.<br />
In Italia i fenomeni di lenta subsidenza si sono verificati lungo la fascia costiera  adriatica da Rimini a Venezia (dove questo fenomeno è particolarmente noto), specialmente  nei pressi del Delta del Po, ma anche nei dintorni di agglomerati urbani come  Milano, Bologna e Modena, in questi casi soprattutto per l’estrazione di acqua  dal sottosuolo. Casi più recenti sono stati segnalati in Puglia, nella Piana di  Sibari e nella Pianura Pontina.<br />
I provvedimenti da attuare a fini preventivi consistono essenzialmente in una  corretta gestione delle risorse idriche, evitando di ricorrere in modo eccessivo  al prelievo dalle falde, ed in una rigorosa pianificazione delle attività estrattive.</p>
<p style="text-align: justify;">Un problema solo per alcuni versi affine a quello della subsidenza, ma che ha,  al contrario del primo, importanti ricadute di protezione civile, è quello degli  sprofondamenti rapidi (sinkholes). Tali fenomeni sono dovuti sia a cavità naturali  presenti nel sottosuolo che a cavità realizzate dall’uomo fin dall’antichità (cave  in sotterraneo, ambienti di vario uso, depositi, acquedotti, fognature, drenaggi  ecc).<br />
In Italia i fenomeni di dissesto provocati da cavità sotterranee sono frequenti  ed hanno determinato spesso ingenti danni materiali e, in molti casi, anche la  perdita di vite umane.<br />
Relativamente agli aspetti di protezione civile si sottolinea che il rischio  legato alle cavità sotterranee è particolarmente diffuso nelle aree urbane dove  l’azione dell’uomo ha portato alla creazione di vuoti nel sottosuolo per la maggior  parte dei quali si è persa la consapevolezza dell’esistenza, a causa soprattutto  della incontrollata crescita urbanistica degli ultimi decenni.<br />
In considerazione delle oggettive difficoltà che si incontrano in tali aree per  addivenire ad una corretta analisi della pericolosità, il Dipartimento della protezione  civile ha avviato un progetto finalizzato alla definizione dei criteri tecnico-scientifici  per l’individuazione delle cavità, per l’analisi della loro pericolosità e per  la definizione degli interventi più efficaci da realizzare sia in fase di emergenza  che in fase di prevenzione a medio e lungo termine.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente invito tutti voi a dare un eventuale contributo alla comprensione di questo fenomeno; ribadendo la necessità di indagini geotecniche approfondite in situ, prima di qualsiasi edificazione. Il consolidamento delle fondazioni sta costando circa 50.000.000 di euro, non sapendo se sia definitivo. Daltro canto è dovuto alla presenza dell&#8217;attività dell&#8217;uomo nelle due fonti economiche principali: il travertino e le terme; sonO a rischio mille posti di lavoro. Pensiamoci prima!</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">FURNITTO.COM</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento:</span></strong> in realtà non abbiamo riduzione di pressione efficace e quindi di resistenza del terreno, anzi paradossalmente aumenta. Il fenomeno ha questa chiave di lettura: l&#8217;improvviso ed eccessivo drenaggio, provocherebbe l&#8217;aumento fuori limite dell&#8217; O.C.R. (grado di <span style="text-decoration: line-through;">consolidazione</span> sovraconsolidazione), questo provoca i cedimenti non piu nell&#8217;ordine del millimetro, ma parliamo di 40 cm l&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento 2:</span></strong> apprendo da fonti piu autorevoli che non trattasi di sovraconsolidazione  ma di semplice consolidazione veloce, essa infatti produce cedimenti che in questo caso sono molto elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Le Maccalube di Caltanissetta: cosa sono?</title>
		<link>http://www.furnitto.com/2008/08/18/le-maccalube-di-caltanissetta-cosa-sono/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 10:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al ritorno da alcuni giorni di meritato riposo, non vedo l&#8217;ora di pubblicare qualche riflessione a proposito di un fenomeno stranissimo, che attira la mia attenzione: le Maccalube! Infatti è la città di Caltanissetta che da un paio di settimane, deve fare i conti con questa calamità; a sinistra trovate il video del servizio diffuso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 331px"><a title="guarda il video " href="http://www.mediterraneonews.it/index2.php?option=com_mgmedia2&amp;mode=lightbox&amp;playerid=d102eda556801da034d76d98ff116ca3&amp;no_html=1&amp;TB_iframe=true&amp;width=320&amp;height=320"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3140/2773471161_e6b2097f63_o.jpg" alt="guarda il video" width="321" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">video credit: http://www.mediterraneonews.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">Al ritorno da alcuni giorni di meritato riposo, non vedo l&#8217;ora di pubblicare qualche riflessione a proposito di un fenomeno stranissimo, che attira la mia attenzione: le Maccalube! Infatti è la città di Caltanissetta che da un paio di settimane, deve fare i conti con questa calamità; a sinistra trovate il video del servizio diffuso dall&#8217;emittente televisiva locale, <a href="http://www.mediterraneonews.it"><em>MediterraneoNews</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo di capire meglio questo strano fenomeno! Cosa sono le Maccalube:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il vulcanesimo sedimentario è un fenomeno geologico molto raro, attestato presso il comune di <a title="Aragona (AG)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aragona_%28AG%29">Aragona</a>, in <a title="Provincia di Agrigento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Agrigento">provincia di Agrigento</a>. La zona in cui si manifesta è dal <a title="1995" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995">1995</a> una riserva naturale, chiamata <a title="Riserva naturale integrale Macalube di Aragona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_integrale_Macalube_di_Aragona">Riserva naturale integrale Macalube di Aragona</a>. Pure visibili ,&#8221;le maccalube&#8221; , nei pressi di Caltanissetta in località Terrapelata ,così chiamata proprio per la caratteristica che ove sono presenti le maccalube la terra è brulla ,&#8221;pelata&#8221;, appunto. Nel recente passato (2002)le maccalube o &#8220;vulcanelli&#8221; di Terrapelata sono state anche al centro di un fenomeno abbastanza esteso che ha prodotto profonde fenditure sul terreno. La zona dei vulcanelli ,che verrà presto recuperata e valorizzata,si trova nelle immediate vicinanze della Riserva di Capodarso e Valle dell&#8217;Imera Meridionale proprio in mezzo alle famose miniere di zolfo di Caltanissetta. Sulla collina dei Vulcanelli o <a class="new" title="Maccalube dall'arabo maqlub=terra che si rivolta (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maccalube_dall%27arabo_maqlub%3Dterra_che_si_rivolta&amp;action=edit&amp;redlink=1">maccalube dall&#8217;arabo maqlub=terra che si rivolta</a> , area brulla, di colore dal biancastro al grigio scuro, si trovano una serie di <a class="mw-redirect" title="Vulcani di fango" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vulcani_di_fango">vulcanelli di fango</a>, alti intorno al metro che sono i protagonisti del vulcanesimo sedimentario. Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas <a title="Metano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metano">metano</a> sottoposto ad una certa pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua, che danno luogo ad un cono di fango, la cui sommità è del tutto simile ad un <a title="Cratere vulcanico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cratere_vulcanico">cratere vulcanico</a>.La consistenza dei fanghi argillosi è a volte così liquida ,come nella zona di Caltanissetta,da non permettere la formazione di veri e propri coni vulcanici. Altre volte il fenomeno assume carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza. (fonte: wikipedia)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Senza volere troppo indagare un fenomeno geologico così complesso, non avendo chiaramente conoscenza in materia, vorrei fare solo alcune considerazioni: Il fenomeno in esame si è esteso ormai parecchie centinaia di metri interessando svariate abitazioni; l&#8217; 11 agosto i vigili del fuoco hanno fatto gli appositi rilievi sui fabbricati per verificarne l&#8217;agibilità con lo sgombero di parecchie famiglie, nonchè i danni alla rete stradale pubblica. Mi chiedo e vi chiedo, il fenomeno da quanto tempo è sotto osservazione ? Sono state adottate tutte quelle misure per cercare di contenere i danni oppure è un fenomeno che si è verificato improvvisamente, senza lasciare spazio a nessun possibile intervento ? Non trovo Calatanisseta tra le aree a rischio  nel <a href="http://valeriofurnitto.googlepages.com/83_Relazione_aree_a_rischio.pdf">rapporto del CNR</a> datato giugno 2007; è presente Gela ma non Caltanissetta. Eppure l&#8217;eccessiva presenza di argille, nonchè di acque sotterranee, avrebbe dovuto in ogni caso, suscitare qualche preoccupazione, per lo meno in fase progettuale, anche in assenza di gas in profondità. Questo a dimostrazione come vengono sottovalutati gli studi geologici e soprattutto geotecnici, nel momento della progettazione di fondazioni adeguate a problemi simili. Non posso proprio credere che tutte le abitazioni in esame siano state realizzate abusivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolgo un affetuoso saluto agli amici/colleghi di Paternò (CT), dove è presente un sito analogo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salinelle">le salinelle</a>&#8220;; per chi si trovasse in zona può ammirare questo strano fenomeno.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">FURNITTO.COM</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Sul Parco Fluviale del Simeto</title>
		<link>http://www.furnitto.com/2008/06/11/sul-parco-fluviale-del-simeto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 17:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FURNITTO.COM</dc:creator>
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		<description><![CDATA[foto da: (http://www.legambientesicilia.com) Leggo un interessante articolo apparso su &#8220;Villaggio Globale&#8220;, di cui riporto un breve passaggio: In questi anni svariate vicende hanno interessato la Valle del Simeto in Sicilia, evidenziando problematiche e questioni di varia natura dalle diverse sfaccettature, sicuramente la più spinosa è stata quella legata alla realizzazione del Termovalorizzatore. Nei mesi scorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3185/2570992604_9b9ac66beb.jpg" alt="" width="400" height="267" /></p>
<h6 style="text-align: center;"><span style="color: #888888;">foto da: (http://www.legambientesicilia.com)</span></h6>
<p>Leggo un interessante articolo apparso su &#8220;<a href="http://www.vglobale.it/NewsRoom/index.php?News=4478">Villaggio Globale</a>&#8220;, di cui riporto un breve passaggio:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questi anni svariate vicende hanno interessato la Valle del Simeto in Sicilia, evidenziando problematiche e questioni di varia natura dalle diverse sfaccettature, sicuramente la più spinosa è stata quella legata alla realizzazione del Termovalorizzatore. Nei mesi scorsi l&#8217;attenzione prestata all&#8217;area intermedia del Simeto riguardava lo stoccaggio di certi rifiuti pericolosi in area privata (sottoposta a sequestro dall&#8217;autorità giudiziaria), in previsione di realizzazione dell&#8217;Inceneritore. La condivisione delle comunità locali di non realizzare detta infrastruttura è stata pressoché totale, alle iniziative promosse da alcuni movimenti ecologisti e dalle associazioni ambientaliste, s&#8217;è avuta una grande partecipazione, con la presenza di gruppi appartenenti a varie estrazioni politiche e sociali.<br />
A seguito delle proteste e considerata la valenza naturalistica dell&#8217;area, sembra che il governo regionale intende spostare altrove la realizzazione del Termovalorizzatore. L&#8217;efficace valorizzazione del patrimonio naturalistico di detta area può concretizzarsi nella proposta d&#8217;istituzione del Parco Fluviale del Simeto.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La mia opinione riguardo i termovalorizzatori o impianti analoghi è ormai nota, ho spesso espresso la mia contrarietà esclusivamente alla loro gestione; purtroppo mancano i controlli, la supervisione degli impianti è spesso carente; è di poche ore fa la notizia della morte a Mineo di sei operai, in una &#8220;banale&#8221; operazione di pulizia di una  vasca di  depurazione. In merito la questione dell&#8217;Istituzione del Parco Fluviale, sono daccordo nella misura in cui non ostacola l&#8217;ordinaria azione dell&#8217;uomo in un territorio che coltiva e controlla da secoli; daccordo alle tutele che sono garanzia per l&#8217;ecosistema, ma senza immobilizzare il patrimonio rurale che si trasformerebbe da risorsa per una comunità a inutile spesa corrente per il contribuente. Non passa sicuramente inosservata la sostanziale differenza tra il parco dei Nebrodi ed il parco dell&#8217;Etna, uno in costante crescita come presenze nelle svariate aree attrezzate che fino al mar tirreno, garantiscono una fruizione totale nel rispetto delle regole; l&#8217;altro rappresenta solo un &#8220;enclave&#8221; per pochi fruitori a cui è permesso accedere per il divieto di transito, rare aree attrezzate, eslusivo ed unico per i lavoratori forestali. Insomma, la ragione sta proprio nell&#8217;opportunità di sviluppo di una zona: servizi e presenza dell&#8217;uomo nel rispetto dell&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">FURNITTO.COM</span></p>
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