E’ morto il PRG?!

E’ notizia di oggi dell’ennesima vergognosa risposta ai cittadini di Bronte in merito all’approvazione definitiva del PRG. Questi i numeri:

  • 1994 – Approvazione delle Linee guida
  • 2006 – Adozione PRG
  • 2007 – Mancata approvazione da parte della regione
  • 2008 – Riparte l’iter in consiglio
  • 2010 – Adozione PRG
  • 2011 – Nuova risposta negativa da parte dell’ARTA

Un’odissea lunga quasi vent’anni con parcelle pagate; uno strumento urbanistico che ormai disattende qualsiasi previsione ventennale ed una regione che si ricorda allo scadere dei 270 giorni utili per l’approvazione, di richiedere la Valutazione di Impatto Ambientale dopo avere rigettato solo nel 2007 il piano per mancanza di adeguamento alla carta regionale del rischio idrogeologico. Mi dispiace per tutti noi cittadini ma credo che il PRG sia definitivamente morto a causa delle “mancanze”politiche di chi ha amministrato il comune e la regione negli ultimi vent’anni; purtroppo anche se si adempiesse nella redazione del VIA, in documento complesso e oneroso, non si arriverebbe in tempi credibili all’approvazione definitiva di uno strumento urbanistico obsoleto e che non rispecchia ormai le prospettive di crescita della cittadina etnea. Personalmente i miei auspici sono i seguenti:

  1. Un provvedimento regionale che regoli, magari con una commissione esterna, le eventuali incompatibilità in CC in modo da snellire le procedure;
  2. Maggiore partecipazione delle associazioni e dei privati e che non siano solamente di “facciata” ma che realmente possano investire nelle scelte di piano;
  3. Uno studio agricolo-forestale e sociolocico del territorio che sia propedeutico alla redazione di un nuovo piano regolatore;
  4. Creazione di un “Ufficio di piano” all’interno della pubblica amministrazione supportato da giovani professionisti esterni in modo da garantire continuità anche quando vi siano cambiamenti in seno all’amministrazione com.le;
  5. Maggiore consapevolezza nelle scelte di piano a garantire la perequazione urbanistica e gli investimenti dei privati esterni alla comunità.

L’iter di un PRG deve durare al massimo due legislature, non è accettabile che diventi strumento di propaganda politica per vent’anni; ricordiamo ai lettori che lo strumento urbanistico vigente a Bronte è il programma di fabbricazione datato 1978 e che gli incarichi per la redazione del PRG debbano realizzarsi usufruendo delle valide professionalità all’interno del comune magari supportate da professionisti locali esterni; a Bronte non mancano giovani ingegneri,architetti,geometri,agronomi,sociologi, infatti, chiunque partecipi alla redazione di una “macchina complessa” come il piano, deve avere conoscenza approfondita del territorio.

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One Response to “E’ morto il PRG?!”

  1. Emmanuele Says:

    L’immagine è veramente simpatica, ma è decisamente scandaloso ciò che dici: la politica non si rende conto che danno culturale, economico, infrastrutturale che sta creando con questo atteggiamento. Non se ne rende conto, perché gli uomini che la compongono non sono istruiti a tale scopo, oppure sono troppo egoisti e troppo legati a logiche di profitti, il ché è disgustoso…

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