Il Territorio che risponde ai torti subiti!

photo credit: ansa
Ormai di queste tragedie ne vediamo abbastanza! Non importa se si tratti di terremoti o alluvioni, la storia è sempre la stessa: la malcuranza del territorio troppo spesso si ribella alle leggi, spesso sbagliate, degli uomini.
Vi presento uno stralcio, (fonte: http://eddyburg.it), della relazione Martuscelli spedita all’allora ministro dei lavori pubblici Giacomo Mancini, era il 19 luglio 1966:
Una frana di inconsuete dimensioni, improvvisa, miracolosamente incruenta, ma terribile nello stritolare o incrinare irrimediabilmente spavalde gabbie di cemento, ed impietosa, al tempo stesso, nello sgretolare vecchie abitazioni di tufo, in pochi istanti, ha buttato fuori casa migliaia di abitanti ponendo Agrigento sotto nuova luce e nuova dimensione… nel rimettere agli atti, sente il dovere di segnalare all’attenzione del Signor Ministro, dei Parlamentari e di tutti i responsabili delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali, la gravità della situazione urbanistico-edilizia del paese, che ha trovato in Agrigento la sua espressione limite. E non può, nel concludere, non auspicare che da questa analisi concreta parta un serio stimolo nel porre un arresto – deciso ed irreversibile – al processo di disgregazione e di saccheggio urbanistico. Il problema non può ovviamente, essere risolto che con una nuova legge urbanistica – la cui emanazione non dovrebbe essere ulteriormente rinviata – ; ma in attesa che tale legge entri in vigore e dispieghi i suoi effetti positivi e rinnovatori, appare indispensabile ed urgente l’adozione – eventualmente anche nella forma del decreto-legge – di alcune essenziali ed incisive norme di immediata operatività atte ad affrettare la formazione dei piani, ad eliminare nei piani e nei regolamenti le più gravi storture relative ad indici aberranti e a troppo estese facoltà di deroga e ad impedire i più vistosi fenomeni di evasione e di speculazione…
Si trattava del disastro di Agrigento, come avrete capito, e come spesso accade in Italia si presero immediatamente provvedimenti con il varo della cosidetta “Legge Ponte” e l’immediato “Decreto interministeriale n.1444 del 1968” che introdusse gli Standard Urbanistici al fine di regolamentare la densità territoriale. Io mi chiedo: perchè i cittadini disattendono tutte le norme ed i governi continuano a varare condoni edilizi, in media uno ogni dieci anni? Perchè dobbiamo ancora vedere/avere morti prima che questo malcostume tutto italiano cessi definitivamente di esistere? A volte l’abusivismo è una forma di necessità di chi li compie, e spesso, diciamola tutta se fatto bene, rappresenta anche una forma di “avanguardia”, ma attenzione alla speculazione! Spesso il cittadino consapevolmente o non consapevolmente acquista un prodotto “scadente” magari comprato a poche lire e magari frutto di un abuso edilizio, solo per risparmiare in modo da poter successivamente “abbellirlo” di suppellettili inutili e costosi (e come acquistare un giocatollo che non possiede il marchio CE). Quindi, spesso, questi disastri sono il frutto dell’ignoranza di chi, per necessità o non, li acquista e il frutto della malafede di chi specula dietro; spesso non possiedono i requisiti ne antisismici ne a livello geotecnico, quando realmente inciderebbero nel costo complessivo della struttura, non piu del 5%.
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2 Responses to “Il Territorio che risponde ai torti subiti!”
altrove ho scritto questo commento, che mi pare pertinente per questo post, quindi lo replico:
L’Italia ogni anno ha il suo campionario di sciagure e disastri varie, o come disse qualcuno di veramente sciagurato, di “tragiche fatalità”. Ogni evento tra questo ha colpevoli, nomi e cognomi: chi ha dato il permesso di costruire come chi ha speculato su tali costruzioni e dissestamenti o costruzioni fuori norma, ma mai tali colpevoli escono fuori. Cosa dobbiamo aspettare perché si possa dire che viviamo in un paese normale, e non nell’estremo nord del sud del mondo?
Nella tua sede aggiungo: quando la gente smetterà di essere usata come cuscinetto su cui ammortizzare le spese d’impresa?
[...] In Italia siamo ormai abituati a interventi “post-disastri”. Le alluvioni che devastano il territorio siciliano (e non solo), sono il frutto di uno scempio urbanistico che si protrae da molti anni; i continui condoni messi in atto dai nostri governi sono diventati per molti la legittimazione del reato, si costruisce con la certezza di un condono (che quasi mai tarda ad arrivare). Che il nostro territorio primo o poi si ribellasse era risaputo da molti! [...]
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