HAMMAMET
Ieri sera nella piazzetta di Mineo (CT) ho assistito alla novità teatrale su Bettino Craxi intitolata “Hammamet” scritta e diretta da un giovane regista catanese che opera a Roma, Massimiliano Perrotta, sostenuto da diverse professionalità, nonchè dalla produzione dell’Associazione Corrado Spataro. L’opera era stata presentata l’anno passato e l’amministrazione comunale di Mineo ha deciso di riportarla in Sicilia.
Mi trovo in accordo con l’impostazione che è stata data all’opera, in particolare la lucida e attenta analisi della figura dell’uomo logorato dall’impossibilità di rivedere il proprio paese, sa di dovere morire all’estero, e del politco cosciente degli errori di tutta la classe dirigente ma consapevole del fatto di aver tentato in tutti i modi, anche sbagliando, di far sopravvivere un partito logorato da lotte interne e pieno di debiti; riuscendo a traghettarlo nello scenario internazionale, aiutando con i proventi dei finanziamenti illeciti, partiti stranieri ancora assoggettati a forme di fascismo. Nessuno tenta di riabilitare una figura il cui ricordo è consegnato alla storia ed alle sue leggi, ma sicuramente sottolineare il fatto che l’unico uomo politico che ha messo in luce un sistema politico i cui costi diventarono esorbitanti, sia stato in pieno sostituito da una classe dirigente che negli ultimi quindici anni ha dimostrato, da destra a sinistra, di non essere in grado di risollevare un paese e di riportarlo sulla scena internazionale.
Intenzionalmente decido di chiudere a tutti i commenti in quanto non desidero rispondere alle feroci critiche che arriveranno, nella consapevolezza, che un pò tutti abbiamo bisogno di riflettere con calma su questa pagina buia della nostra repubblica. I processi sommari e di piazza e che hanno l’unico scopo di cambiare la geografia politica del paese, non mi hanno mai suggestionato più di tanto, soprattutto se fatti da chi non ha saputo governare il paese o da chi in nome di un falso moralismo, facendo parte di questo paese, ha contribuito ad eleggere la classe dirigente che si meritava, facendo finta di non vedere quello che stava succedendo. Craxi ha sempre ammesso le proprie responsabilità politiche, soprattutto quelle di avere permesso che certa gente entrasse dentro il partito, nella coscienza di “primum vivere” e di quello che “passava il convento” in quegli anni. La verità storica, in quanto fatti, è sinteticamente rappresentabile in questi ultimi anni di assenza di Craxi e dei Socialisti:
- Rafforzamento dei Poteri Forti a discapito di una politica sempre più Debole;
- Aumento della Corruzione e deleggittimazione della magistratura;
- Aumento del divario sociale tra Nord e Sud e conseguente federalismo poco solidale;
- Assenza di Giustizia Sociale;
- Disoccupazione in aumento e conseguente disparità tra Meriti e Bisogni;
- Aumento delle intolleranze Raziali;
- Ruolo marginale dell’Italia in Politica Estera in particolar modo nel Medioriente;
L’operazione di “Manipulite” nella stagione 92-93, fu un operazione studiata a tavolino per sostituire la classe dirigente di governo e come tutte le rivoluzioni, fece vittime innocenti; ritengo che se lo scopo di un’inchiesta non è quello della giustizia a 360 gradi, ma solo quello di cavalcare l’Antipolitica, il risultato purtroppo è quello che abbiamo sotto gli occhi. A questo proposito vorrei consigliarvi la lettura di questo documento “L’Antipolitica” scritto proprio dal regista Massimiliano Perrotta, invitando tutti ad una riflessione serena di un pagina che tanto è una pagina di storia italiana.
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