La Cultura passa per Internet??
Riflettevo sul fatto che ormai troppo spesso si ricorre al web per la ricerca di informazioni anche a carattere professionale; ma siamo sicuri che il materiale condiviso sia tutto “garantito”? Forse non stiamo abusando della convisione, rischiando di non produrre piu cultura? Mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni che di fronte ad un qualsiasi “problem solving” chiedono sempre più spesso aiuto all’oracolo, visto in uno dei tanti motori di ricerca che spesso ci da risposte “false” o/e “artificiali”. Ormai capita sempre piu spesso di essere condizionati dall’utilissimo strumento, perchè negarlo, anche quando andiamo in crisi se non cè l’abbiamo disponibile, non riuscendo a far nulla; quando una volta riuscivamo a sognare/immaginare una società diversa senza alcun condizionamento esterno.
Paul Gauguin (in questo caso non ricordavo come si scrivesse ed ho cercato subito su google), parlava a tal proposito di “primitivismo”, riferendosi alle popolazioni lontani dalla società (ad esempio africani), che avevano una produzione artistica di vera avanguardia, essi non essendo contaminati dal resto del mondo, riuscivano ad essere spontanei e quindi a produrre “verità”. Del resto le migliori innovazioni, secondo me, si sono prodotte nel passato, quando non eravamo troppo impegnati a scopiazzare a destra e manca e riuscivamo a dare il meglio di noi stessi: Bisognerebbe che internet sia uno strumento di “vetrina” e piu che passare cosiddetta Cultura, passi solo conoscenza dei nostri eventuali errori. Come dire: ricercare tutto quello che smentisce le nostre teorie, piuttosto che ricercare conferme; Manfredo Tafuri in “La Sfera e il Labirinto”.
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