Le Maccalube di Caltanissetta: cosa sono?
Al ritorno da alcuni giorni di meritato riposo, non vedo l’ora di pubblicare qualche riflessione a proposito di un fenomeno stranissimo, che attira la mia attenzione: le Maccalube! Infatti è la città di Caltanissetta che da un paio di settimane, deve fare i conti con questa calamità; a sinistra trovate il video del servizio diffuso dall’emittente televisiva locale, MediterraneoNews.
Cerchiamo di capire meglio questo strano fenomeno! Cosa sono le Maccalube:
Il vulcanesimo sedimentario è un fenomeno geologico molto raro, attestato presso il comune di Aragona, in provincia di Agrigento. La zona in cui si manifesta è dal 1995 una riserva naturale, chiamata Riserva naturale integrale Macalube di Aragona. Pure visibili ,”le maccalube” , nei pressi di Caltanissetta in località Terrapelata ,così chiamata proprio per la caratteristica che ove sono presenti le maccalube la terra è brulla ,”pelata”, appunto. Nel recente passato (2002)le maccalube o “vulcanelli” di Terrapelata sono state anche al centro di un fenomeno abbastanza esteso che ha prodotto profonde fenditure sul terreno. La zona dei vulcanelli ,che verrà presto recuperata e valorizzata,si trova nelle immediate vicinanze della Riserva di Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale proprio in mezzo alle famose miniere di zolfo di Caltanissetta. Sulla collina dei Vulcanelli o maccalube dall’arabo maqlub=terra che si rivolta , area brulla, di colore dal biancastro al grigio scuro, si trovano una serie di vulcanelli di fango, alti intorno al metro che sono i protagonisti del vulcanesimo sedimentario. Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto ad una certa pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua, che danno luogo ad un cono di fango, la cui sommità è del tutto simile ad un cratere vulcanico.La consistenza dei fanghi argillosi è a volte così liquida ,come nella zona di Caltanissetta,da non permettere la formazione di veri e propri coni vulcanici. Altre volte il fenomeno assume carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza. (fonte: wikipedia)
Senza volere troppo indagare un fenomeno geologico così complesso, non avendo chiaramente conoscenza in materia, vorrei fare solo alcune considerazioni: Il fenomeno in esame si è esteso ormai parecchie centinaia di metri interessando svariate abitazioni; l’ 11 agosto i vigili del fuoco hanno fatto gli appositi rilievi sui fabbricati per verificarne l’agibilità con lo sgombero di parecchie famiglie, nonchè i danni alla rete stradale pubblica. Mi chiedo e vi chiedo, il fenomeno da quanto tempo è sotto osservazione ? Sono state adottate tutte quelle misure per cercare di contenere i danni oppure è un fenomeno che si è verificato improvvisamente, senza lasciare spazio a nessun possibile intervento ? Non trovo Calatanisseta tra le aree a rischio nel rapporto del CNR datato giugno 2007; è presente Gela ma non Caltanissetta. Eppure l’eccessiva presenza di argille, nonchè di acque sotterranee, avrebbe dovuto in ogni caso, suscitare qualche preoccupazione, per lo meno in fase progettuale, anche in assenza di gas in profondità. Questo a dimostrazione come vengono sottovalutati gli studi geologici e soprattutto geotecnici, nel momento della progettazione di fondazioni adeguate a problemi simili. Non posso proprio credere che tutte le abitazioni in esame siano state realizzate abusivamente.
Rivolgo un affetuoso saluto agli amici/colleghi di Paternò (CT), dove è presente un sito analogo “le salinelle“; per chi si trovasse in zona può ammirare questo strano fenomeno.
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